Ambiente sensibile
Mostra “Oltre il villaggio globale”, Palazzo della Triennale, Milano 1995
Questo primo esperimento di cinema interattivo introduce l’idea di
narrazione segmentata e parallela, con la frammentazione dello schermo su 6 tavoli sensibili. Ho creato con Philips un linguaggio e un codice per gestire lettori CD-Interactive, un'evoluzione del CD che anticipava il DVD. Ho creato un tavolo sensibile al tocco con semplici componenti elettronici, l'ho interfacciato ad un pc Dos e ho scritto il codice software per gestire l'interazione coordinata dei 6 tavoli. Avevo già sperimentato i mondi immersivi con la tecnica del realtime 3d, come l'utilizzo interattivo del video combinando trucchi di montaggio, codice software, sensori e impianti video multicanali controllabili da software. Per la prima volta con Tavoli, genero un oggetto narrante capace di relazionarsi ad un gruppo di persone contemporaneamente.
L’interazione di gruppo crea un clima di complicità diffusa stimolando la socializzazione e la collaborazione anche tra sconosciuti.
Il sistema interattivo di trame multiple scatena infinite possibili combinazioni di eventi paralleli unici e irripetibili.
L’interattività, al di là del mero dispositivo, è un’intima ricerca di senso che mette in gioco la sensibilità di ciascuno nel correlare costruendo un senso fra le immagini notate.
Sei tavoli, sei figure pressoché immobili: una donna distesa, una candela accesa nella penombra, una goccia d’acqua che cade ossessivamente in una ciotola. Il visitatore trova i tavoli in uno stato di quiete. Toccandoli sblocca la visione scatenando una breve azione che sorprende. Rapidamente trascinato dal dispositivo e con la curiosità di scoprire e stimolare lo sviluppo del racconto, chi partecipa esplora lo spazio e lo agisce toccando i tavoli ripetutamente e relazionandosi con gli altri presenti.
Una donna distesa si agita dormendo mentre i suoi incubi si materializzano sugli altri tavoli. Una tavola da pranzo viene pian piano imbandita, ma due mani improvvisamente strappano la tovaglia e distruggono il lavoro fatto. Dall’alto una goccia cade in una ciotola ma una mano distrattamente la rovescia, perdendo il contenuto pazientemente raccolto. E ancora una candela cadendo incendia libri antichi, vecchie corde e altri simboli della storia della cultura. Nel frattempo un tavolo dedicato al mondo animale fa da contrappunto: mentre una mosca ronza insistentemente while a sul tavolo con un’inversione del meccanismo interattivo, il tocco la arresta.
Il realismo fotografico tende trappole percettive: chi guarda fa un salto indietro per non bagnarsi quando dalla videoproiezione una sciacquata d’acqua scroscia sulla superficie. Così la mano si ritira rapida quando il tavolo è avvolto dalle fiamme. L’assenza di parole e testo e la scelta di soggetti e azioni archetipiche, tratte da un immaginario universalmente condiviso, rende il linguaggio di questa installazione trasversale e accessibile a culture tra loro lontane e senza limiti di età.
Nell’epoca dell’opulenza emergono nuove forme di povertà, soggetto di questa atipica narrazione: egoismo, spreco, abbandono delle tradizioni, incapacità di relazionarsi con le risorse della natura.
Immerso in questa metafora della condizione contemporanea, chi entra nell’opera scivola dalla postura di chi assiste a quella proattiva di chi agisce.
Tecnica
6 tavoli interattivi, 6 sensori, 6 videoproiettori, 1 pc 486 dos 6.22, 6 lettori cdi, 12 diffusori acustici, software autoprodotto con linguaggio “C”
Crediti
Progetto e messa in scena Studio Azzurro
Ideazione Paolo Rosa, Stefano Roveda
Regia Paolo Rosa, Collaborazione alla regia Paolo Ranieri
Sistemi interattivi e tecnologici Stefano Roveda
Suoni e musiche Stefano Scarani, Alberto Morelli
Fotografia Fabio Cirifino
Sviluppo software Stefano Roveda
Riprese video Mario Coccimiglio
Montaggio video Fanny Molteni, Paolo Ranieri
Performer Angela Parmigiani