Ambiente sensibile
Tokyo, "Embrancing Interactive Art", 2001
Cinque tamburi fuori scala sono le superfici delle videoproiezioni rese sensibili dalle tecnologie interattive.
La versione contemporanea del tamburo ripropone l’arcaica funzione del tam tam esplorando lo spazio fra reale e virtuale, e tramite l’azione corale di suonare I tamburi si produce un messaggio inviato via internet.
Due grandi mani porgono in un gesto di offerta un piccolo oggetto che sparisce mentre le mani si ingrandiscono lasciandosi esplorare, come su una carta geografica. Le diverse mani che non riescono mai a vedere per intero, si sussegono con lo stesso gesto e svelano rughe, cicatrici, solchi: indizi che svelano la persona a cui la mano appartiene.
I subsuoni prodotti battendo I tamburi si sommano con altri campionati scatenati ad ogni tocco per creare una partitura imprevedibile e a volte selvaggia.
La grande immagine videoproiettata scorre attirata verso le mani che battono, fino ad inquadrare l'oggetto offerto riapparso sul palmo. In quel momento essa si ritrae impugnando il piccolo dono simbolico, vaga per lo spazio fino a raggiungere il quinto tamburo depositandosi su una mappa del globo fatta di pelle umana. Nel frattempo il video con il gesto di offerta viene inviato ad una email scelta in modo casuale in qualche luogo del mondo.
L’interazione di gruppo stimola la relazione sociale creando situazioni di contesa, cooperazione o scatenate jam sessions percussive.
“Tamburi a sud” si propone di dare una forma concreta in una forma semplice e diretta ai concetti fondanti della tradizione culturale e della sua recente trasformazione.
Gestualità, tatto, patrimonio etnico, manufatto, senso del possesso, dono, l’immaginazione, interazione, agire tribale, rito collettivo.
Questi temi riproposti dai nuovi strumenti di socialità virtuale sono spesso incosistenti e banalizzati al punto di indurre afasia e isolamento.
La risposta di Tamburi integra antiche modalità di esperire la socialità con le nuove forme di comunicazione mediale.
Descrizione tecnica
5 grandi tamburi, 5 video proiettori, 4 sistemi interattivi a 16 canali, impianto audio spazializzato, 5 casse audio, 1 subwoofer, un sagomatore mobile controllato via dmx, 5 workstation grafiche, Software autoprodotto in linguaggio C++, un sistema di invio automatico di mail
Crediti
Ideazione Fabio Cirifino, Paolo Rosa
Regia Paolo Rosa
Sistemi interattivi e tecnologici Stefano Roveda
Suoni e musiche Riccardo Castaldi, Tommaso Leddi
Fotografia Fabio Cirifino
Collaborazione alla regia Davide Sgalippa
Riprese video Riccardo Apuzzo, Mario Coccimiglio
Collaborazione alle riprese video Federico Sangiorgi
Montaggio video Fanny Molteni
Elaborazioni grafiche sito internet Jacopo Rovida, Francesco Paratici, Alice Rosa
Sviluppo software Antonio Camurri, Matteo Ricchetti (Dist – Genova) Giovanni Civati, Samuele Vacchi
Sviluppo hardware Dario Gavezotti
Realizzazioni scenografiche Diego Quagliarella, Sergio Quagliarella
Coordinamento progetto e produzione esecutiva Martina Sgalippa
Produzione generale Reiner Bumke