Videoambientazione
Sala delle Corderie Arsenale, Biennale Architettura, Venezia, 2000
L’idea dell’installazione
Una lunghissima parete costituita da 39 schermi per proiezione, ognuno di circa 7 metri di base e 5 metri di altezza, una superficie continua di 250 metri di immagini in movimento, di flussi di luce che ci parlano dell’uomo, delle sue città, del suo pianeta.
Le immagini ed i suoni
Le immagini che lo Studio Azzurro ha raccolto nelle dieci maggiori megalopoli del pianeta sono state registrate da tre troupe video su richiesta dell’architetto Massimiliano Fuksas, direttore della Biennale Architettura, per la grande installazione video da lui pensata, per lo spazio delle Corderie all’Arsenale di Venezia.
Le tre troupe che in circa un mese di lavoro hanno visitato le città di Mosca, Manila, Cairo, Taipei, Hong Kong, Shanghai, San Paolo, Las Vegas Messico city, Calcutta hanno raccolto circa 90 ore di documentazione.
Gran parte di queste immagini sono state girate con tecniche particolari in modo da consentire la realizzazione di un’installazione sincronizzata, vale a dire che le immagini che vengono proiettate da 39 videoproiettori su altrettanti schermi sono perfettamente accostabili e visibili contemporaneamente senza apparente soluzione di continuità.
Un tipico esempio sono le riprese degli skyline delle città, che in modo molto vicino alla realtà si estendono davanti agli occhi dello spettatore per centinaia di metri.
Altre riprese sono state realizzate per consentire alle immagini di svariati mezzi di trasporto di attraversare tutto lo spazio delle Corderie in modo sincrono e realistico, così davanti al pubblico scorrono le immagini di treni che sfrecciano attraverso varie stazioni, metrò cariche di passeggeri che attraversano le viscere delle città, aerei che scendono dall’alto sulle piste dei più lontani aeroporti.
Le troupe hanno raccolto inoltre suoni in diretta registrando ore di suono digitale che è servito a completare in modo efficace le immagini dell’installazione.
Il montaggio
Tutto il materiale così raccolto è stato elaborato da tre stazioni di montaggio digitale che hanno lavorato notte e giorno realizzando 39 filmati, sincroni fra di loro, della durata di circa 11’ ciascuno.
Durante il montaggio sono stati aggiunti materiali visivi dedicati ad altri temi e città, per illustrare meglio i contenuti trattati quest’anno dalla Biennale Architettura, queste documentazioni video sono state fornite dagli archivi di RAISAT dopo una lunga ricerca ed un’accurata scelta.
Sono state aggiunte inoltre a conclusione del filmato 39 interviste ad architetti di molti paesi e di diverse culture e nazionalità che hanno commentato brevemente il “tema-titolo” della Biennale.
Se consideriamo la durata totale delle immagini, il lavoro dello Studio Azzurro ha prodotto un film della durata di più sette ore di proiezione tra cui molte sequenze con immagini sincronizzate.
Parallelamente tre musicisti hanno realizzato le colonne audio degli effetti, ognuna dedicata ad uno schermo differente e la musica principale per l’ambiente globale delle Corderie, completando così il lavoro di montaggio.
L’edizione finale
Lo Studio Azzurro ha poi prodotto i 39 DVD che rappresentano il supporto digitale visivo finale dell’installazione.
Una società specializzata ha realizzato infine il software che pilota i lettori DVD per una visione sincrona dei 39 programmi di 11 minuti l’uno.
Lo spazio dell’installazione
Vedere questa installazione è decisamente una sensazione molto forte ed un’esperienza emozionante.
Lo spettatore è immerso nelle immagini e viene risucchiato dai video che proiettati sugli schermi, lo sovrastano, difficilmente potrà fermarsi di fronte ad un solo schermo e guardare le immagini come al cinema, perché la forma dello spazio, molto stretta e lunga gli impedirà una visione ferma e frontale, lo sguardo dello spettatore sarà obbligato a guardare lateralmente a destra e a sinistra, osservando in modo prospettico lo scorcio degli schermi verso l’orizzonte e attirato dalla varietà delle immagini sugli altri schermi sarà costretto a muoversi nello spazio camminando per diverse decine di metri prima di fermarsi di nuovo ed osservare.
Questo comportamento indotto dal luogo e dalle immagini che costituiscono il corpo principale stesso dell’opera fa si che questo lavoro oltre ad essere sicuramente una installazione sincronizzata è anche in un certo senso un’ opera interattiva perché per la sua visione completa, obbliga o meglio suggerisce al pubblico di muoversi all’interno del suo spazio, componendo visivamente e fisicamente un proprio percorso spaziale ed una propria regia visiva.
Crediti
STUDIO AZZURRO
Coordinamento
Paolo Rosa
Leonardo Sangiorgi
Stefano Roveda
Alina Marazzi
Fotografia
Fabio Cirifino
Giuseppe Baresi
Riccardo Apuzzo
Montaggio
Ilaria Fraioli
Emiliana Poce
Daniela Ramon
Musica
Tangatamanu,
Alberto Morelli
Stefano Scarani
Organizzazione della produzione
Cristina Proserpio
Bettina Pontiggia
Organizzazione in fase di ripresa
Sabina Uberti-Bona
Giulia Gentile
Suono in presa diretta
Mario Coccimiglio
Marjo Ferwerda
Gianpaolo Volpe
Ricerca e montaggio citycams
Francesco Paratici
Chiara Rapuzzi
Jacopo Rovida
Grafica
Soledad Jordan
Josè De San Martin
Hardware support
Luca Corti
Si ringraziano:
Steve Sagun, Viva Productions, Manila
Laura Trombetta, Shanghai
Mabel Lee, Hong Kong
David Teng-yu Ma, Great River Cultural Company, Taipei
Samar Nandi, Orchide Films Private ltd.
Andrea Fabbri, Mosca
Liniane Haag Brum, San Paolo
Claudia Mas, Città del Messico
Nell Valavan, Las Vegas
RAISAT
Paolo Giaccio
Laura Carafoli
Immagini di repertorio
Ciro Giorgini
Interviste
Filippo Macelloni
Sincronizzazione immagini
Videowork
Attrezzature
JVC Professional