Il Soffio Sull'Angelo

Ambiente sensibile
Sala Fibonacci - Università degli studi, Pisa, 1997

Tre grandi paracadute sospesi sottosopra ospitano strane figure aeree: corpi umani che galleggiano a mezz’aria, angeli senza ali. Appesi al loro relitto sono aggrappati ciascuno ad un oggetto: una scala, un violoncello, una ruota di carro, una cornice. Ma che razza di angeli: non più esseri che ostentano i loro simboli, che intimoriscono con i loro gesti o viceversa che rassicurano e custodiscono, ma personaggi dispersi, senza gravità, ridotti ad aggrapparsi a quei simboli, una volta così definitivi, come fossero relitti in un oceano tempestoso. Naufraghi, naufraghi del pensiero. I corpi rallentati volteggiano, sino a quando il soffio di uno spettatore, amplificato dalla macchina scenica interattiva, improvvisamente smuove il paracadute. Sbalzato dal suo torpore, accelerato e spinto lontano dal getto di aria, l’angelo si avviluppa aggrappato al proprio simulacro. Il paracadute si anima di molti suoni: soffi leggeri, modulati, dolci, altri meccanici, pneumatici. Come il battito d’ali di una farfalla, un semplice soffio può generare conseguenze sproporzionate rispetto alla misura del gesto. A differenza degli affreschi barocchi, con grandi aperture verso il cielo, nuvole e angeli svolazzanti, l’installazione è la metafora di una perduta dimensione mistica e corale: corpi fragili e sperduti in balia di un soffio.

Tecnica

3 paracadute, 12 videoproiettori, 12 videodischi laservision, 12 piume sensore, 1 compressore 80 litri, 12 elettrovalvole, elettronica di controllo, 12 relais, 1 campionatore Akai 12 canali, 12 diffusori acustici, 1 PC 486 Dos 6,22, software autoprodotto in linguaggio “C”



Girl in a jacket

Quell'immagine rassicurante di innocenti infanti con lo sguardo vigile sul mondo degli affreschi rinascimentali non corrisponde più ai tempi moderni.
Oggi gli angeli sono ignorati, tutt'al più maovrati per una qualche utilità , usati come giocattoli. La dimensione del sacro che ha accompagnato le attività umane in tutte le culture oggi sembra persa. Nel grande spazio allestito 4 paracadute sono resi inutili poichè appesi a testa in già. Ecco che naufraghi del pensiero, aggrappati ad oggetti materici spesso più grandi di loro, questi nuovi angeli più che vegliare sul mondo, sono insicuri, preoccupati di non perdere contatto con l'oggetto volante a cui sono aggrappati.
Alcune piume appese nel vuoto e ben illuminate provocano qualche interazione con mani o più probabilmente, data la loro altezza, con un lungo soffio capace di librarla verso l'alto. L'impianto amplificando il soffio sulla piuma crea un getto d'aria sul paracadute proprio dove ospita la proiezione dell'angelo.
Lancati da un semplice soffio, svolazzano accellerandosi e sparendo nel buio, reiterando col nostro gesto l'atto di allontanare la figura sacra.

Crediti

Ideazione Fabio Cirifino, Paolo Rosa
Regia Paolo Rosa
Collaborazione alla regia Davide Sgalippa
Sistemi interattivi e tecnologici Stefano Roveda
Fotografia Fabio Cirifino
Suoni e musica Davide Rosa
Riprese video Riccardo Apuzzo
Montaggio video Fanny Molteni
Montaggio audio Riccardo Castaldi, Tommaso Leddi
Sviluppo software Orf Quarenghi
Performers D. Consoli, G. De Paolis, A. Manera, G. Mendini, E. Ferrario, A. Ricciardi, E. Mendini, L. Perelli, M. Sgalippa, F. Rossi, S. Ferrari
Curatela e coordinamento progetto Silvana Vassallo e Ilaria Mariotti (Organizzazione Culturale L'Occhio)
Produzione esecutiva Elisa Mendini
Produzione generale Reiner Bumke



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