“Natura ama celarsi” (Eraclito Fr. CXXIII)
Il tema di quest’opera e’ il rapporto armonioso fra tecnologie e natura.
Mentre animali e piante ci osservano, all’uomo contemporaneo viene richiesto un salto evolutivo inedito.
Maneggiando strumenti molto potenti e scalabili e’ necessaria massima attenzione e delicatezza per non disturbare o addirittura compromettere gli equilibri del cosmo che ci ospita.
Questa attenzione rinnovata verso la natura e’ spinta dal bisogno di trovare nuove forme di intelligenza capaci di produrre benessere equo e senza danneggiare l’ambiente.
Alcune piante vere vivranno fra noi anche se celate dietro una parete traslucida, assistite da raffrescatori evaporativi e ventilatori controllati da software per alternare micro climi diversi.
Un grande volume cilindrico luminoso al centro dello spazio contiene le piante appena visibili. Questo micro ambiente respira di luce, vento, nebbia e suoni, cambiando lentamente di stato. Da grande monolite luminoso si scurisce lasciando un’ombra di luce al centro per poi inondarsi di nebbia e fumo e infine illuminare le foglie lasciando trasparire il loro colore.
Metafora del rapporto fra uomo contemporaneo e natura questo micro clima che non si lascia vedere e’ popolato di animali. Invisibili ma presenti e si muovono fra noi. Sottolineati da piccoli interventi luminosi e puntuali, intorno al cilindro emergono i suoni del “fare” degli animali.
Grazie ad un elaborato sistema di spazializzazione radiale e circolare, i suoni scorrono intorno al cilindro materializzando animali in movimento anche se invisibili.
Presenze discrete ma proattive e nel loro “fare” ritroviamo il nostro “fare”: una talpa scava la sua tana, un uccello sfama i suoi piccoli, un insetto salta da un fiore all’altro per poi volare via.
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