Fanoi

Installazione Interattiva
Scalinate a Potenza, 2009

In questa indagine antropologica nella citta di Potenza (Basilicata) ho voluto approfondire la questione della perdita dei legami con la tradizione.
Riti di fuoco di origine celtica sopravvivono a oggi. Nei piccoli paesini dell'interno sono eventi ancora sentiti dai cittadini che partecipano all'unanimità.
Nella città principale, Potenza, invece la tradizione si è interrotta oltre 80 anni fa. Il racconto di un viaggiatore dell'800 che arriva una sera trovando Potenza come una grande torcia di fuoco e fumo contrasta con la realtà di oggi dove i riti sono stati abbandonati.
Ho cercato per la strada, nei bar, per passaparola, persone di tutti i tipi, età e cultura, chiedendo di venire sul set improvvisato in un ex carrozzeria con due spazi allestiti, uno per le interviste e uno per le camminate su chromakey.
Nelle interviste ho cercato di approfondire i motivi di questo abbandono delle tradizioni. Ma anche storie personali fino ad arrivare ad una storia emozionale e personale significativa. Quindi il luogo in cui successa e quale oggetto potesse rappresentarla.
Questi oggetti, vestiti, chitarre, poltrone etc. venivano bruciati davanti alla telecamera la sera stessa. Questo momento in cui il fuoco consuma l'oggetto fino a farlo sparire, a volte si estendeva per ore. L'atto è diventato un momento rituale in sè. Chi aveva bruciato il suo oggetto nei giorni precedenti tornava per assistere ai bruci davanti alle videocamere.
Sono riuscito a coinvolgere due gruppi di musica tradizionale e farli suonare insieme. Il primo gruppo di ragazzi si ritrova informalmente per suonare e ballare la musica tradizionale, l'altro, famoso in tutto il mondo suona per mestiere da decenni.
L'ultimo giorno di set, rimasto operativo, ho organizzato una festa con falò, invitando tutti coloro che avevamo intervistato e le due band di musica e ballo.

In questa opera della serie dei "Portatori di Storie" ho potuto comprendere come la parte dell'opera dedicata alla produzione è in se spettacolare e parte del processo.
Il coinvolgimento dei nostri improvvisati attori con l'intervista e l'azione teatrale sul set di chromakey crea le condizioni per sviscerare i ricordi e le emozioni più care e profonde.
La troupe e gli attori insieme diventano una piccola comunità temporanea coinvolta nel ripensare e chissà forse ricollocare, la propria esistenza nel mondo.

Tecnica

6 programmi video 6 videoproiettori 4 computer 8 casse audio 1 amplificatore 1 mixer audio 2 sistemi IR per superfici sensibili



.

Crediti

Ideazione Paolo Rosa, Stefano Roveda
Regia Paolo Rosa
Sistemi interattivi e tecnologici Marco Barsottini, Giulio Pernice
Fotografia Fabio Cirifino
Suoni e musiche Tommaso Leddi
Riprese video Rocco Cirifino
Montaggio video Thomas Molinari
Post-produzione video Mauro Macella
Elaborazioni grafiche Francesca Gollo
Sviluppo software Giulio Pernice
Progetto tecnico allestitivo Daniele De Palma
Coordinamento progetto e produzione esecutiva Elisa Midali
Collaborazione alla produzione esecutiva Riccardo Bernardi, Alice Fratti
Produzione generale Reiner Bumke
Relazioni esterne Daniela Mezzela




Girl in a jacket
Girl in a jacket