CORO

Ambiente sensibile
Mole Antonelliana, Torino, 1995

Al centro dello spazio un feltro parzialmente srotolato come un grande tappeto. Le immagini proiettate sembrano sostituirsi alle trame di una decorazione tradizionale. Una serie di corpi a grandezza naturale attendono sdraiati: sono vivi, dormono e non si muovono. Qualcuno sale sul tappeto, il suo piede calpesta una delle figure che si sveglia emettendo un gemito per poi tornare a dormire. Calpestati da più persone I corpi reagiscono creando un coro di versi e vocalizzi. Solo attraverso un’interazione di gruppo si rivela il motivo del nome di questo lavoro: un coro di uomini che calpestano ascolta un coro di corpi che gemono.
L’atto di calpestare altri uomini non sempre viene vissuto come un atto violento e irrispettoso, anzi il pubblico trascinato in questo gioco apparente si diverte, stimolando le figure dormienti per muoverle. Solo successivamente, ripensando o raccontando l’esperienza fatta, ci si rende conto della portata del proprio gesto. Coro ci fa riflettere su come si siano alterate le relazioni e la percezione. La tecnologia, come un velo opaco tra noi e il mondo, ci allontana dal senso del reale, modificando l’antica legge che lega causa ad effetto. L’apparenza, sovraesposta, sovrascrive il senso.

Tecnica

feltro 12 x 4,5 mt, 9 sensori a pressione 2,40x1,80mt, 9 videoproiettori, 9 videodischi laservision, 9 diffusori audio, 1 PC 486 Dos 6,22, software autoprodotto in linguaggio “C”



ù

Videoambientazione interattiva in due parti. Primo ambiente: tappeti e canti introduttivi; secondo ambiente: tappeto sensibile e coro. 9 videoproiettori, 18 diffusori audio, 9 videodischi, 1PC.

Crediti

Progetto e regia: Paolo Rosa;
sistemi interattivi e tecnologici Stefano Roveda,
fotografia: Fabio Cirifino;
suoni: Davide Rosa;
sviluppo software: Stefano Roveda;
riprese: Riccardo Apuzzo e Mario Coccimiglio;
collaborazione: Carola Aricò;
montaggio: Alberto Morelli;
consulenza etno-archeologica: Giulio Calegari;
interpreti in video: F. Abenavoli, M. Annunziata, F. Apuzzo, R. Apuzzo, S. Badjc, L. Barazzetti, S. Bigazzi, A. Bondio, M. Caiazzo, A. Citterio, C. De Angelis, C.Giorgi, I. Kerechi, L. Molteni, A. Parmigiani, S. Petri, S. Polinoro, A. Puppin, D. Sala, G. Sala, Davide Sgalippa, Martina Sgalippa.
Prodotto in collaborazione con Mediateca del Cinema Indipendente Italiano-Museo Nazionale del Cinema di Torino per la manifestazione “Omaggio a Studio Azzurro.
Prima presentazione : Mole Antonelliana, Torino 1995; Altre presentazioni : “New Object, New Persona”, Biennale di Firenze, Stazione Leopolda – Firenze (1996), “Visas”, Le Manège Scène nationale – Maubeurge (1997); “Exit”, Maison des Arts, Creteil – Paris (1997); Aktions Forum Praterinsel Spiel art – Munchen (1997); Videofestival Transmediale, Podewil – Berlino (1998); “Studio Azzurro. Opere tra partecipazione e osservazione”, Centro Espositivo Rocca Paolina – Perugia (1998); “Ambienti sensibili”, Niitsu Art Forum – Niitsu (1998) e Palazzo delle Esposizioni – Roma (1999), Il sentimento del 2000, Triennale - Milano(1999), Theater Nuernberg - Norimberga ((2000); Embracing interactive art – Tokio, ICC (2001). Premio Trasmediale a Berlino