Videoambientazione
Museo Archeologico di Lipari, 2014
Le Api, arcaicamente legate al culto dei morti, sono capaci di produrre un cibo che non si deteriora. Nei millenni rimane commestibile….
Nella video ambientazione un nuvolo di api pian piano si avvicina fino a brulicare su alcune pietre esposte nella sala del museo e su cui aggiungono alcuni nomi propri dei personaggi dell’Odissea. Mentre lentamente lo sguardo della camera di avvicina le api diventano grandi due metri, il ronzio assordante, creando una certa impressione.
La maggior parte delle prime iscrizioni che abbiamo ricevuto dalla storia sono di nomi propri incisi sulle pietre.
Ho sempre pensato quale sgomento se un membro di un gruppo umano di 60 massimo 80 subisce una perdita. Da quando assegnamo un nome proprio alle persone vicine, in caso di morte sopravvive il nome che non potra’ essere smaltito al pari del corpo.
Amo pensare che l’origine del rito funebre abbia a che vedere con questo verbo assegnato spesso dalla madre e da tutti riconosciuto per identificare una persona.
Cosi mi trovo nell’isola di Lipari, isola delle Eolie, teatro della storia mitologica da Ulisse e prima. Qui si trova l’ossidiana, l’oro del paleolitico.
Nell’era della complessita’ come nell’era arcaica, cio’ che lascia un uomo puo’ essere articolato e la rielaborazione durare secoli e millenni, O svanire dissolvendosi.
Che dire di Eraclito, capace di produrre pensieri fuori dal tempo, sempre attuali.
Disse anche: Guerra di tutte cose madre, alcuni forgio’ schiavi altri eroi.
La storia di questa installazione si inserisce perfettamente in questo pensiero sul contrasto.
Che io mio malgrado ho avuto con un’altro artista, tal Isgro’, un artista minore con cui l’organizzazione mi ha chiesto di collaborare.
La mia poetica diametralmente opposta alla sua avrebbe prodotto qualche scintilla e accetto.
Succede che lui fa il sopralluogo a Lipari e si autoassegna per diritto divino e senza mediare, lo spazio più’ bello in centro, una chiesetta nel passaggio principale. A me lascia un piccolo ambiente defilato e dentro il museo archeologico prospiciente ad un cimitero. Nel locale un’esposizione di lapidi funebri con le iscrizioni di nomi propri.
Scopro che quelle lapidi del cimitero rimangono a memoria di un massacro operato da incursioni arabe sull’isola.
Dal momento che il nostro artista concettuale cancella Odissee, Iliadi e mette formiche ovunque ho pensato bene di dirgli al primo incontro:
Io tento l’operazione opposta, evidenziare i valori delle culture arcaiche dei nostri avi, sono collaborativo e sto con le api, non con le formiche.
Lo convinco a recitare tratti dell’Odissea tradotta in dialetto siciliano, nel passo che probabilmente e’ ambientato nella stessa Lipari. Mentre lo metto in un palchetto di un bosco del Museo Archeologico di Lipari durante l’inaugurazione a recitare, con un videoproiettore lo rivesto di api laboriose fuori scala.
Non ho mai capito se lui avesse capito me ma comunque succede che la sua chiesetta viene dichiarata inagibile e lui non potrà’ esporre le sue pitture.
Quindi chiama i giornalisti e si firma il mio lavoro che non sapeva nemmeno cose fosse fino all’inaugurazione!
Fantastico! Un’artista scadente, senza volerlo mi regala quest’opera performativa straordinaria, con lui che si aspetta la mia vendetta e quindi si prepara al mio attacco che non arriverà’ .
Nessuna soddisfazione alla formica ladruncola, involontario attore, caduto nella trappola da lui stesso tesa,
Un artista e’ sacro gli altri impostori. hahahah!
Crediti
Installazione di Stefano Roveda
Soundscape spazializzato Renato Messina
Impianto tecnico Gabriele Zaverio, Nino Giudice
Girato e montaggio Stefano Roveda
Effetti di post produzione Enea Lefons